La Fratta

Se ne ha notizia fin dai primi del tredicesimo secolo, come castello assoggettato a Siena ed appartenente ai conti di Guardavalle ( ramo dei Cacciaconti ). Il luogo fu coinvolto nelle lotte tra le fazioni senesi dei Guelfi e dei Ghibellini, diventando uno dei punti di appoggio dei secondi.

Ebbe tra i suoi signori Ghino di Tacco, le cui gesta sono state rese famose e popolari dal Boccaccio nella seconda novella della decima giornata del Decamerone.

Con il mutare del corso della storia si trasformò da castello in villa al centro di una ricca tenuta. Attualmente si presenta come un insieme articolato di varie costruzioni che attorniano la villa padronale. Il Repetti attribuisce il progetto dell'edificio a Baldassarre Peruzzi, ma non trova eco negli studiosi che, più recentemente, si sono occupati di questo importante architetto; resta il fatto, però, che è un pregevole esempio di costruzione in cotto di stile rinascimentale.


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